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ARTICOLI SCIENTIFICI A TRIESTE E PROVINCIA

Il dr. Perissutti è medico chirurgo specializzato in oculistica con particolari competenze in oftalmologia pediatrica e strabismo. Istruzione: diploma liceo scientifico G. Oberdan di Trieste, Laura università facoltà di medicina e chirurgia, università di Perugia, iscritto all'Ordine dei Medici di Trieste, specializzazione in oculistica presso l'università degli studi di Messina. Attività professionale: già primario presso IRCCS Burlo Garofalo di Trieste. Libero professionista in attività esclusivamente privata quale oculista medico e chirurgo. Attività didattica: già professore a contratto con nomina annuale specificata anno per anno in maniera diversificata per insegnamenti di oculistica/oculistica pediatrica in scuole di specializzazione di oculistica, medicina legale, pediatria, bioingegneria, scuola professionale infermieristica presso università degli studi di Trieste.

Pubblicazione sulla rivista Focus di Novembre

EXODEVIAZIONI con componente funzionale individuazione e proposta di trattamento Paolo Perissutti* Elisa Ferrara* Chiara Messina** Martina Biffis** • OCULISTA - ** ORTOTTISTA ASSITENTE DI OFTALMOLOGIA • paolo.perissutti@gmail.com – www.paoloperissutti.it c/o CASA DI CURA SALUS TRIESTE* • Argomento per noi oculisti ortottiste difficile da trattare • Border line con altre discipline • Psicologia • Psichiatria • Psicanalisi • Medicina legale • Antropologia • Sociologia • Medicina alternativa • Altro • • Scopo della trattazione: • DEFINIZIONE DI ALTERAZIONE FUNZIONALE • PROPOSTA DI UN METODO OPERATIVO RUOLI DELL’OCULISTA, DELL’ORTOTTISTA • DEFINIZIONE DEI LIMITI OPERATIVI: CRITERI PER INVIO AD ALTRO SPECIALISTA Si ha la netta percezione ed anche l’evidenza di un aumento significativo nell’ultimo anno di dichiarazioni o denunce di: Dislessia e Disgrafia Disturbi della coordinazione Disturbi del comportamento Disturbi dell’apprendimento Cefalea  Emicrania con exodeviazione Disturbi a tipo Tic cronici anche Sindromi di Tourette Exoforia/tropia deficit convergenza Con o senza diplopia manifesta Quanti di questi casi sono risolvibili o almeno mitigabili, riducendo o eliminando la componente organica (EXO)? Nei miei ambulatori di di III° livello «quasi» la totalità dei soggetti emicranici sono in exo foria/tropia senza/con deficit di convergenza Nel 2014: Il 27% delle visite oculistiche in generale si presentano con una componente funzionale molto variabile ma in ascesa Trend in crescita della componente funzionale (2012 -16%  2014 - 27%) Le ultime statistiche neurologiche dell’UK riportano aumento del 30% dei disturbi funzionali Dobbiamo ricordare che La visione è un fenomeno neurofisiologico e neuropsicologico nello specifico delle malattie funzionali rilevate: le condizioni specifiche di interesse neurologico e psichiatrico di tipo prevalentemente funzionale più comuni sono: • -Emicrania- con spasmo accomodativo, astenopia, tics….. • Alterazioni movimenti oculari tremori anisocoria…. • Visione confusa o doppia • Cecità (amaurosi isterica) • Depersonalizzazione visiva (vedere come tra le nuvole) • Derealizzazione visiva (vedersi «dall’esterno») • Visione doppia-confusa • Per malattie funzionali si intendono processi morbosi in cui viene alterata a vari gradi la funzionalità normale di un organo o di un apparato (es. stomaco o apparato gastro -enterico) senza un’ evidente lesione anatomica. • Per malattie organiche si intendono processi morbosi in cui viene lesa a vari gradi la struttura anatomica di un organo e di conseguenza la sua funzione. • Le malattie funzionali se non curate possono o guarire spontaneamente (grazie ai meccanismi di difesa insiti nel corpo umano) o • aggravarsi a tal punto da divenire malattie organiche e cioè con lesioni anatomiche evidenti (ad esempio una seria gastroduodenite può degenerare in ulcera gastroduodenale). • Le malattie organiche , pur potendo anch’esse guarire spontaneamente, danno in genere segno di sé perché la funzione dell’organo colpito è in qualche modo e in vario grado compromessa. In qualche caso una malattia organica può dare segno di sé tardivamente(tumori • La concezione psicosomatica è un tentativo di annullare la divisione tra malattie funzionali e organiche. • Essa si fonda sul concetto che la persona, rappresenta una inscindibile unità biologica, fatta di corpo e mente, cioè di fattori psichici ed emotivi che svolgono un ruolo determinante nello sviluppo delle malattie organiche. • La reazione psicosomatica è episodica e scaturisce da un evento stimolo (per es., tachicardia da spavento). • Nei disurbi psicosomatici l’alterazione è duratura, funzionale oppure organica • nel nostro caso: EXODEVIAZIONE analizziamo ora la Somatizzazione. E’ la trasposizione sul piano somatico di un disagio psico/affettivo che non si è in grado per ragioni personologiche o ambientali -DI RICONOSCERE O ESPRIMERE VERBALMENTE- DISTURBO DA SINTOMI SOMATICI E DISTURBI CORRELATI (DSM 5 - 300.82) • Disturbo da sintomi somatici • Disturbo da ansia di malattia • Disturbo di conversione • Fattori psicologici che influenzano altre condizioni mediche • Disturbo fittizio • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati con altra specificazione • Disturbo da sintomi somatici e disturbi correlati senza specificazione Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali ) (DSM 5 - 300.11) • A. Uno o più sintomi di alterazione della funzione motoria volontaria o sensoriale. • B. I risultati clinici forniscono le prove dell’incompatibilità tra il sintomo e le condizioni neurologiche o mediche conosciute. • C. Il sintomo o il deficit non sono meglio spiegati da un altro disturbo medico o mentale. • D. Il sintomo o il deficit causano disagio clinicamente significativo o compromissione del comportamento in ambito sociale , lavorativo o in altre aree importanti, oppure richiedono una valutazione medica. • Disturbo di conversione (disturbo da sintomi neurologici funzionali) (DSM 5 - 300.11) Specificare il tipo di sintomi : (F44) Con debolezza o paralisi (F44.4) Con movimento anomalo (i.e. strabismo, tremore, mioclono,ecc.) (F44.4) Con sintomi riguardanti la deglutizione (F44.4) Con sintomi riguardanti l’eloquio (F44.5) Con attacchi epilettiformi o convulsioni (F44.6) Con sintomi sensoriali specifici (i.e. problemi visivi, olfattivi o uditivi) (F44.7) Con sintomi misti Disturbo fittizio ( DSM 5 - 300.19) • Disturbo fittizio provocato a sé A. Falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici o autoinduzione di una malattia , associato a un inganno accertato . …( omissis) • Disturbo fittizio provocato ad altri A. Falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici o induzione di un infortunio o una malattia in un altro individuo , associato a un inganno accertato. … ( omissis) • Il modello operativo usato per pazienti di III° livello epidemiologico Introduciamo ora un principio fondamentale per cercare di curare al meglio questi pazienti funzionali parlaando della COMPLIANCE CHE SIGNIFICA: Adesione del paziente e del contesto di riferimento – Alle prescrizioni e ai trattamenti Previsti nella gestione della malattia Tipologia caso funzionale nella nostra casistica • Non prevalenza di genere • Livello intellettivo: medio alto • Ceto sociale ininfluente • Scolarità medio alta • Uso incongruo apparato della vista: TV-PC-IPAD-Smart etc • Sensorialità: ametropia medio bassa: sf-eq +/- 1.50 • Motilità: exoforia-tropia-deficit convergenza variabile • Personalità paziente: ansiosa • Contesto: ansiogeno • Disturbi da conversione costanti più/meno evidenti/consci • Associazione costante «disturbi psicosomatici» extraoculari di entità variabile (colite, cefalea, vomito….) • Ipermedicalizzazione  moltissime visite ed accertamenti • Altro Per ottimizzare la compliance. In questi casi l’ortottista è presente e partecipa attivamente alla visita oculistica Valutazione della componente organica versus componente funzionale Pianificazione dei ruoli oculista-ortottista nel trattamento Comunicazione accurata al paziente (su modello emicrania) Pianificazione del follow up oculistico ed ortottico Familiarizzare con il paziente – e contesto – alla ricerca della massima collaborazione Aumentare al massimo possibile la motivazione della cura Individuare e confermare l’esatta entità della componente organica visuo-motoria Dimostrare quanto incidono le correzioni attuate Usare tecniche di rilassamento (fogging etc etc); lavorare molto con la correzione ottica Verificare tollerabilità e limiti del trattamento Lavorare il più possibile imitando le condizioni di lavoro quotidiano visivo del paziente Dimostrare e possibilmente raggiungere le situazioni limiti, predisponenti o scatenanti il disturbo lamentato/misconosciuto/esagerato Insegnare ad «auto-aiutarsi» con istruzione esercizi a domicilio Feed back adeguato con oculista riferimento Grazie dell’attenzione Paolo Perissutti

Una costante attenzione alla ricerca scientifica: per visite e consulti, +39 040 3171111

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